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Nuovi Lea 2017: la celiachia passa da malattia rara a malattia cronica

 

Dopo sedici anni si aggiornano i Lea, i livelli essenziali di assistenza, che elencano le prestazioni che la sanità pubblica offrirà gratuitamente o con il pagamento di un ticket, indipendentemente dal reddito e dal luogo di residenza.

Varati lo scorso 12 gennaio ed annunciati su Twitter dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin come “Un passaggio storico per la sanità italiana”, i nuovi Lea attendono ora il visto da parte della Corte dei Conti e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, che avverrà presumibilmente entro la fine del mese.

Nell’attesa, vediamo cosa cambierà in per i celiaci italiani.

Sì, perché tra le tante novità introdotte dai nuovi Lea spicca il passaggio della celiachia da malattia rara a malattia cronica.

La nuova classificazione avrebbe importanti conseguenze per i circa 165.000 celiaci diagnosticati italiani, in quanto una malattia rara è per definizione caratterizzata da un numero ridotto di diagnosi, mentre la celiachia, secondo dati epidemiologici ufficiali, colpirebbe una persona su cento, nonostante rimanga tuttora fortemente sottodiagnosticata.

Quindi tutt’altro che rara.

Ma in sostanza cosa dovrebbe comportare il passaggio della celiachia da malattia rara a malattia cronica?

Fondamentalmente si avrà un alleggerimento dell’iter burocratico: come per tutte le malattie croniche sarà sufficiente presentare una certificazione medica redatta da uno specialista del Servizio Sanitario Nazionale per ottenere il nuovo attestato di esenzione e godere dei servizi e delle prestazioni ambulatoriali utili al monitoraggio della malattia ed alla prevenzione di eventuali complicanze.
Non cambierebbe nulla per quanto riguarda l’attuale disciplina di esenzione degli alimenti ai pazienti celiaci.

Per quanto riguarda invece la diagnosi di celiachia per l’età pediatrica, adolescenziale ed evolutiva non è invece ancora chiaro se questa verrà erogata a titolo totalmente gratuito o se prevederà una partecipazione della spesa da parte del paziente, con possibili variazioni a livello territoriale sulla base delle risorse economiche a disposizione a livello locale.

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